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Notte degli Oscar, ecco tutti i vincitori

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E’ la 94esima edizione degli Oscar quella iniziata a mezzanotte e quindici ora italiana e che si è tenuta al Dolby Theatre di Hollywood.
Protagonista assoluto il film Coda – I segni del cuore di Sian Heder che ha vinto l’Oscar come miglior film. La pellicola, remake del film francese La famiglia Bélier, segna una vittoria storica perché è interpretata nel linguaggio dei segni. Infatti, la storia è quella di una famiglia in cui 3 membri sono sordi, genitori e fratello, e Ruby è l’unica a sentire. Della pellicola, l’attore Troy Kotsur ha vinto come miglior attore non protagonista. Il film è anche vincitore del premio miglior sceneggiatura adattata.

La miglior sceneggiatura originale è stata riconosciuta a Belfast, pellicola di Kenneth Branagh.

Mani vuote per l’Italia in tutte le categorie in cui era candidata all’Oscar, quindi niente statuetta per il miglior film internazionale a Paolo Sorrentino con il suo E’ stata la mano di Dio, vinta dal giapponese Drive my car; mani vuote anche per Massimo Cantini Parrini candidato per i costumi di Cyrano, la statuetta è andata a Jenny Beavan per Crudelia. Niente premio per Luca andato invece a Encanto per il miglior film d’animazione. 

Tra le candidate a miglior attrici protagonista c’erano Olivia Colman (La figlia oscura), Penélope Cruz (Madres paralelas), Nicole Kidman (Being the Ricardos), Kristen Stewart (Spencer) e Jessica Chastain con Gli occhi di Tammy Faye, che ha vinto il premio. Il migliore attore protagonista è invece Will Smith per King Richard – Una famiglia vincente.  Gli altri nominati erano Javier Bardem (Being the Ricardos), Benedict Cumberbatch (Il potere del cane), Andrew Garfield (Tick, tick…Boom!) e Denzel  Washington
(Macbeth).
Se Troy Kotsur è il miglior attore non protagonista, ArianaDeBose è la miglior attrice non protagonista con West Side Story.

Il premio Oscar alla regia è invece di Jane Campion con Il potere del cane.
Gli altri nominati erano Belfast, Drive my car, Licorice Pizza, West Side Story che si sono portati a casa altre statuette. Campion è stata la prima donna a ottenere la nomination come miglior regista due volte, ed è la terza donna in assoluto a vincere il premio, dopo Kathryn Bigelow e Chloe Zhao.

Il miglior documentario è invece Summer of Soul…or When the Revolution Could Not Be Televised di Ahmir “Questlove” Thompson.

Per quanto riguarda i premi tecnici, Dune ha sbaragliato la concorrenza. Con ben 6 premi il film diventa simbolo dell’eccellenza tecnica. Vince il premio della migliore colonna sonora, riconoscimento che è andato al compositore tedesco Hans Zimmer, che mette così in bacheca il suo secondo Oscar a quasi trenta anni di distanza dal primo, vinto per la colonna sonora di Il re leone nel 1995.  Al film di Villeneuve va anche il premio per il miglior suono (Mac Ruth, Mark Mangini, Theo Green, Doug Hemphill e Ron Bartlett),  miglior montaggio (Joe Walker) e migliore scenografia (Production Design: Patrice Vermette; Set Decoration: Zsuzsanna Sipos), migliori effetti speciali (Paul Lambert, Tristan Myles, Brian Connor e Gerd
Nefzer), miglior fotografia (Greig Fraser).

Rimanendo sul tecnico il miglior trucco e la miglior acconciatura riportano la statuetta ancora a Gli occhi di Tammy Faye (Linda Dowds, Stephanie Ingram e Justin Raleigh).

Billie Eilish e suo fratello Finneas O’Connell portano un premio a No time to die grazie alla migliore canzone originale.

In chiusura i vincitori dei corti sono: The Queen of Basketball di Ben Proudfoot che è il miglior corto documentario; The windshield wiper di Alberto Mielgo e Leo Sanchez che è il miglior corto animato; The long goodbye di Aneil Karia e Riz Ahmed, miglior corto live action.

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