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Neil Young: “Addio Spotify, casa della disinformazione”

27 Gennaio 2022

Neil Young su Spotify non c’è più. Lo aveva annunciato in una lettera poi cancellata destinata alla sua etichetta discografica, in cui chiedeva proprio di rimuovere la musica dalla piattaforma. Il motivo? Spotify secondo Young diffonde notizie false sui vaccini. Pertanto il cantante aveva dato un ultimatum: o lui o il podcast di Joe Rogan. Lo show radiofonico di Rogan è uno dei più seguiti d’America, e lui è quello che ha fatto fumare in studio la marijuana ad Elon Musk.
Così ieri sera la piattaforma di streaming ha cancellato gli album di Neil Young. Presenti solo un disco non ufficiale e poche altre canzoni. La playlist This is Neil Young che contava 52 pezzi ora ne contiene soltanto 6.

Secondo Neil il podcast di Joe Rogan diffonde informazioni false sui vaccini e “causa potenzialmente la morte di chi crede alla disinformazione“; aveva così aggiunto la sua voce a quella dei medici che chiedevano di fare qualcosa, con un ultimatum ben netto posto a Spotify dalla casa discografica di Young.

Prima di comunicare ai miei amici della Warner Bros il desiderio di lasciare Spotify” scrive Neil Young sul suo sito “i miei legali mi hanno ricordato che, da contratto, non ho il potere di farlo. Ho comunque annunciato che avrei lasciato la piattaforma perché sapevo che sarebbe successo. Ero pronto a fare qualunque cosa“.
Infatti per il cantante Spotify rappresenta il 60% degli streaming della sua musica nel mondo, ergo, quasi tutti gli album da lui pubblicati si trovano in quello spazio virtuale di musica. Per la casa discografica è una grande perdita. Si parla del 60% degli introiti. Ma lo ha fatto “in nome della verità” ha annunciato Neil Young.

Quindi oltre a ringraziare la Warner per averlo aiutato in questa battaglia ha poi affondato Spotify. “Spotify è diventata la casa della disinformazione sul Covid e mette in pericolo vite umane. Vende bugie in cambio di soldi”. Ai fan, scrive Neil Young, restano comunque altre piattaforme come “Amazon, Apple e Qobuz, per citarne qualcuna, che offrono mia musica in tutto il suo splendore in alta risoluzione, così come dovrebbe essere ascoltata, mentre sfortunatamente Spotify continua a rifilare la qualità peggiore“.

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