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Metro, scale mobili e ascensori KO

5 Febbraio 2019

„ I livelli di servizio devono restare alti, ne va del concordato in corso. E poi è indecente vedere una scala bloccata per un mese, con la sporcizia accumulata dietro le transenne”. Pietro Calabrese, consigliere M5s, non le manda a dire. Nella seduta di commissione Mobilità dedicata alle condizioni delle linee metro riferisce, insieme al capogruppo Giuliano Pacetti, di un sopralluogo presso la stazione Barberini, dove le scale mobili ferme sono due. E punta il dito contro le criticità generali legate agli impianti di accessibilità delle stazioni, che negli ultimi mesi, specie sulla linea A, hanno messo a dura prova il servizio.

A Re di Roma non funzionano gli ascensori, idem a Baldo degli Ubaldi e a Ponte Lungo, a Flaminio le scale mobili sono rotte. Fuori servizio i montascale a Colosseo e Cavour. Repubblica è chiusa da ottobre per indagini in corso dopo l’incidente che ha coinvolto i tifosi del Cska Mosca. In totale sono 21 tra linee A, B/B1 e C, le stazioni della metropolitana che hanno problemi. Perché, per stessa ammissione dei dirigenti Atac convocati in via di Capitan Bavastro, gli iter di intervento sono lunghi, “ci possono volere mesi per un pezzo di ricambio”. Tanto che è successo, ammettono, in casi urgenti, che siano stati sottratti pezzi da impianti di stazioni meno frequentate.

Una “cannibalizzazione” che mette in imbarazzo lo stesso consigliere M5s, presidente della commissione Mobilità, Enrico Stefàno. “L’azienda sta lavorando e sta compiendo tutti gli sforzi possibili. Sì è successo anche che venissero sottratti pezzi da altri impianti, è stato detto. Ma in casi estremi. Purtroppo alcuni sono pezzi non facili da trovare”.

Sul sito di Atac si legge che è “attivo il 96% degli impianti”. Che in totale su tre linee sono circa 600. Ma basta un ascensore fuori uso per creare disagi non da poco a un utente che si muove in carrozzina. E il consigliere Calabrese promette di vigilare: “Ho richiesto all’azienda informazioni dettagliate sugli interventi in corso, i tempi di risoluzione, il cronoprogramma sulla spesa dei fondi stanziati a bilancio e poi vorrei capire come controllano che ci siano i presidi fissi di manutentori previsti dall’appalto”. Già, delle squadre di tecnici sempre presenti nelle stazioni giudicate più critiche e con maggiori necessità di garantire la continuità del servizio (vedi Policlinico, davanti all’ospedale). Squadre che però, troppo spesso – e lo ha detto la stessa Atac in commissione – non sono dove stabilito dal contratto d’appalto.

 

in collaborazione con

romatoday