SAN LORENZO, LA RIAPERTURA ALLE AUTO DI PIAZZA DELL’IMMACOLATA DIVIDE IL QUARTIERE

Percorso a piedi è un tratto di piazza che consuma meno di mezzo minuto. In macchina una manciata di secondi. Un tragitto che raggiunge a malapena i cinquanta metri, un pezzo piccolo di città, che però rischia di diventare una frontiera nel cuore di San Lorenzo e in quello della sua cittadinanza. Stiamo parlando della parziale riapertura al traffico di piazza dell’Immacolata, da via dei Sabelli a via degli Aurunci. Un’isola pedonale oggi completamente libera dalle auto, che interrompe la circolazione lungo via dei Sabelli, tra la chiesa e il cinema Tibur, e da lì scende fino a via dei Marsi, rendendo via degli Aurunci una ‘strada chiusa’ sul lato che vi si affaccia.

La richiesta è partita da un gruppo di cittadini, il Comitato di quartiere San Lorenzo, che ha inoltrato la proposta al Comune e al Municipio circa un anno fa con l’intento di arginare lo spaccio che di notte si consuma in quello spazio. Dal commissariato di polizia della zona è arrivato parere favorevole e il 30 ottobre la proposta è finita sul Tavolo tecnico per la sicurezza dell’area del quartiere che ha dato il via libera. La conferma di questa decisione in merito alla riapertura è stata data anche dalla presidente del II municipio Francesca Del Bello. Il progetto è approvato anche se non è ancora stata fissata una data di avvio. Così, all’indomani del doloroso terremoto della tragica morte della giovane Desirèe Mariottini, avvenuta in uno dei tanti luoghi abbandonati del quartiere, e nell’Italia del nuovo decreto sicurezza, il provvedimento di riapertura al traffico di meno di 50 metri di strada costringe gli abitanti di San Lorenzo a misurarsi con le vene aperte del proprio territorio e sul proprio futuro.

“La piazza negli ultimi anni è diventata una zona franca, attraversata da gravi fenomeni di delinquenza” spiega Emanuele Venturini, presidente del comitato di quartiere che ha avanzato l’idea della riapertura al traffico. “I paletti posti ai lati della zona pedonale non solo la rendono un’isola felice per gli spacciatori ma impediscono anche i controlli da parte delle forze dell’ordine e l’accesso ai mezzi di soccorso in caso di emergenza. È una questione di sicurezza”. Nessuna paura dell’inquinamento acustico che può derivare dal traffico, “limitato al solo transito del quartiere”.

E nemmeno il timore di snaturare uno spazio ‘libero’ dai pericoli della circolazione delle auto: “L’area centrale di fronte alla chiesa (delimitata da un muretto-panchina, ndr) resterebbe libera dalle auto” che le passerebbero lungo il perimetro. Per i cittadini del comitato, la riapertura parziale del traffico su piazza dell’Immacolata è una risposta “al momento storico che sta vivendo il quartiere, sulla quale saremo i primi a chiedere un passo indietro una volta che sarà tornata la legalità che chiediamo”. Una misura che, permettendo libero accesso alle volanti delle forze dell’ordine e ai mezzi di soccorso, “servirà a far vivere più in sicurezza la piazza”.

Non la pensano tutti così tanto che una parte della cittadinanza sta lavorando per bloccare il provvedimento. La resistenza parte da un’associazione di genitori del quartiere, la Gru – Germogli di rinascita urbana. In sostegno hanno già iniziato a muoversi anche altre realtà associative del quartiere come la Libera repubblica di San Lorenzo, l’Ecomuseo, la squadra di calcio popolare Atletico San Lorenzo, le librerie Giufà e Tomo, l’Associazione Compagnia Sangue Giusto e il Comitato per il Progetto Urbano San Lorenzo e la Salvaguardia del Territorio. “Siamo convinti che si tratti di un gravissimo errore” hanno scritto in una lettera indirizzata alla presidente del II municipio, Francesca Del Bello.

“La pedonalizzazione ha offerto al nostro quartiere uno spazio di vivibilità e di socializzazione, una piazza pedonale a cui non vogliamo rinunciare, anche se sappiamo bene che avrebbe bisogno di più manutenzione, di più attenzione e cura” scrivono. Il problema della piazza, continua la lettera “è soprattutto serale e notturno. Ma questi problemi reali e concreti non possono cancellare le esigenze di un quartiere: avere un centro riconoscibile e attraversabile da chiunque, una vera piazza, non una rotonda” continua la lettera.

L’associazione da cui sta partendo una vera e propria petizione “è nata proprio in piazza dell’Immacolata” racconta Margherita Marchetti, residente di San Lorenzo, madre e membro del comitato La Gru. “Lì abbiamo organizzato molte cene di quartiere. Le avevamo chiamate ‘Stasera usciamo noi’ proprio per mandare un messaggio politico: è con simili circuiti virtuosi che si contrasta il contesto degenerativo che la presenza della malavita ha originato in alcuni luoghi”. Non erano gli unici a pensarla così.

Marchetti ricorda “le attività dell’Atletico San Lorenzo, gli spettacoli teatrali del Grande Cocomero, gli eventi della Libera Repubblica di San Lorenzo. È attivando percorsi virtuosi con la cittadinanza e le associazioni che si riqualifica un quartiere. Gli interventi emergenziali e di polizia sono inutili e, in prospettiva, rischiano di diventare anche dannosi alla vita del quartiere”. Un intervento “repressivo, che secondo noi porterà San Lorenzo ad essere ulteriormente ghettizzato”. L’associazione è pronta a lanciare anche una petizione on-line, convinta che la frontiera che sta per aprirsi a San Lorenzo riguardi tutta la città: “Rinunciare alla nostra piazza sarebbe una grave sconfitta, un segnale di impotenza”.

“Piazza dell’Immacolata era una delle ‘100 piazze’ lanciate da Rutelli (ex sindaco di Roma, ndr) e risale al 2005” spiega Rino Fabiano, assessore all’Ambiente del II municipio. “Il progetto originario prevedeva la semipedonalizzazione, proprio come diventerà la piazza una volta che il nuovo provvedimento sarà attivo. Non stiamo dando un segnale in controtendenza rispetto alla chiusura al traffico veicolare, solo tornando al progetto così come era stato pensato, per permettere ai mezzi di soccorso di circolare in sicurezza” spiega.

“Come istituzione cittadina abbiamo sperimentato nel periodo estivo un’occupazione di suolo pubblico permanente riempiendola di eventi e di cultura. Quando questo non avviene resta da un lato il vuoto della risposta securitaria, degli impicci e delle bottigliate e dall’altra il vuoto di un luogo che gli abitanti non vivono”. Conclude Fabiano: “Al di là della riapertura di 50 metri di strada, invito i cittadini a unirsi per agire in maniera concreta e riprendersi la piazza”.

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